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7.03.2001
Questo è il mio sfogatoio virtuale o, se preferite, il mio diario on-line. Qui scrivo tutto di me: episodi della mia vita, pensieri, riflessioni e più spesso considerazioni su temi seri e faceti.
Ho, tuttavia, perso ogni speranza di poter 'aprire la mente' ai lettori, ma il nome lo lascio perchè mi piace...
Non ho più tempo da dedicare al blog che ormai naviga da solo nella rete, come una particella di sodio nell'acqua Lete...
E allora scrivo giusto per tenerlo in vita, anche se forse il mio è accanimento terapeutico.
Qualche riga di post sono come un sondino per l'alimentazione...
P.S. News: andrò a vedere Morgan in concerto, anche se conosco si e nò 3 canzoni, onestamente stimo troppo la persona e la cultura che ha e come la trasmette. QUindi non vedo l'ora!! E BASTA. E magari fossero tutti così i musicisti...
Che ogni anno circoli qualche virus influenzale, si sa.
Ma mai come quest'anno mi è capitato di leggere in massa sugli stati di MSN o di Facebook vari "sono malato, ho la febbre, sto vomitando, sto male..." e cose simili.
Contemporaneamente!
Pazzesco... quasi tutti quelli che conosco hanno la febbre o l'hanno appena avuta. Io sto a casa da 3 giorni e oggi mio padre è scappato nel Salento a recuperare mi madre, vittima anche lei di tosse, dolori articolari et similia. E lui ovviamente ha prognosticato un forno crematorio per lui nel caso dovesse prendersi il virus (si sa, l'ottimismo è il profumo della vita).
E quindi anche oggi bloccata qui a smucare ovunque e a riempire di fazzoletti virulenti tutta la casa... UFF!
Un po' di svago su Internet, certo... ma poi? Che palle.....
Vabè vado a sistemare un po' di roba da stirare e mi sparo il vapore del ferro nel naso (chissà se giova).
Non lo so se qualcuno ci ha già fatto caso, ma oggi, rivedendo Amadeus di Forman (il film stupendo su Mozart che peraltro ha vinto ben 8 oscar e personalmente ritengo che sia meno romanzato di quanto non si voglia sottolineare) ho scoperto che il personaggio della cameriera inviata a fare la spia da Salieri a casa di Mozart è interpretata dall'allora sconosciuta (e giovanissima) CYNTHIA NIXON, ovvero AMANDA di Sex and the City.
Ovviamente paradosali i casi della vita: lei adesso è famomissima, mentre Mozart-Tom Hulce dopo nomination all'oscar e al Golden Globe, è scomparso dalla circolazione. Eccolo adesso.
Se un tempo spammavo di auguri tutti i miei links di splinder con gif animate, quest'anno non ho mandato nemmeno un sms, non ho scritto nulla a proposito, anche se ho pubblicato qualche foto su Facebook. Ormai FB ha soppiantatoi altre forme, è la moda del momento ed insieme a Second Life, mi ha praticamante allontanato dal blog.
Del resto non ho più nemmeno tempo per scrivere nè ritengo di avere cose originali da dire e se qualche volta ho il tempo di rielaborarle, sembrano riflessioni comuni su argomenti già sentiti, passati, superati. No, non dico di considerarmi una persona banale (forse non voglio accettarlo), ma senza interlocutori non c'è gusto; il soliloquio che la scrittura di un post comporta (a meno chè non si è Pulsatilla) mi sembra un ormai inutile spreco di parole. Si lo so, è un diario on-line... ma insomma l'ho anche capito che non glie ne frega una mazza a nessuno dei fatti miei.
Per non parlare del fattore fretta, brutta cosa per un blogger comune, credete a me.
Comunque... buoni propositi per quest'anno: aprire un' attività e partecipare ad una fiera di settore.
Ma c'è la crisi.... e vabbè!
Non dico altro, se va tutto bene poi ve ne parlerò.
Si parlo al mio ideale pubblico, quello che nella mia immaginazione affolla il blog e mi legge in silenzio senza fare commenti inutili.
Questo che segue è una sorta di raginamento-sfogo, un po' un flusso di pensieri...
Ho appena terminato di ascoltare l'intrevista che la giornalista di Liberazione, Ritanna Armeni, ha fatto all'imprenditrice Sonia Bonfiglioli sul programma "Il Terzo Anello - Faccia a Faccia", radio rai 3.
Riassumendo sono molto d'accordo con quello che l'imprenditrice ha dichiarato sull'impresa in Italia.
All'accusa di aver delocalizzato per risparmiare sulla forza lavoro, lei ha dichiarato (premesso che hanno comunque una filiale molto produttiva anche in Italia che peraltro è la più grossa) in sostanza, da un lato che produrre in Italia un pordotto da esportare costa di più che produrlo in quello stesso paese perchè si risparmia il costo dei dazi (politica che peraltro condivido perchè spinge gli imprenditori ad investire nei territori.. da noi poi funziona così?), dall'altro lato ha constatato che i neo diplomati accettano molto più volentieri di lavorare nei call center piuttosto che essere impiegati come operai, dunque in italia si trova difficoltà a reperire degli impiegati qualificati (periti elettronici, etc).
La conclusione è che dunque fare l'operaio è una qualcosa che in Italia è ritenuto negativo e brutto. Il lavoro "di mani" è dequalificante ed in effetto lo misuro ogni giorno sulla mia pelle. Un sacco di conoscenti (tutti impiegati statali) ancora oggi storcono il naso sapendo della mia attività prettamente artigianale; mi sono sentita dire "Ma che fai? Con la sgorbia? Ma fai la SISS ti prendi l'abilitazione e vai ad insegnare" .
Cioè si ritiene più edificante entrare nel girone infernale di graduatorie, supplenze in ogni parte del mondo, di avere il posto fisso di tipo scartoffie e scrivania, piuttosto che "lavorare di mani".
Ed è lo stesso motivo per cui, peraltro, c'è una crescente penuria di idraulici, piastrelisti, tecnici delle caldaie... etc. (e chiunque abbia a vuto a che fare con ritrutturazioni sa che trovare imprese qualificate è sempre molto difficile). Certo perchè mandare un figlio a fare apprendistato da un idraulico non è come mandarlo all'Università e sognare una carriera (ad es.) da avvocato... quante volte mi son sentita dire "vado a Giurisprudenza perchè è richiesta nei concorsi".
Sporcarsi le mani non piace a nessuno, questo è evidente, ma non è detto che non ci si possa appassionare a dei lavori manuali. Tecnici qualificati sia in campo elettronico che meccanico, sono sempre più rari oltre ad essere i profili più richiesti.
Insomma non possiamo essere tutti impiegati statali, il "posto fisso" non esiste più.... fuori l'hanno capito, qui ancora vagheggiamo.
Inoltre si è parlato del perchè in Italia non c'è lavoro, e tra le varie motivazioni legate alla crisi economica, c'è anche uno strano fenomeno: la Bonfiglioli faceva l'esempio dei suoi dirigenti - anche in Italia - che spesso sono stranieri, ovvero persone che hanno investito sulloro futuro spostandosi, cercando di affermarsi fuori perchè nel loro territorio il loro settore era poco sviluppato; la conclusione era che che qui c'è pochissima diponibilità a lasciare il luoghi di nascita (della serie "voglio il lavoro sotto casa") .
Mi viene da pensare che é vero anche il contrario: i tanto citati cervelli in fuga che scappano dall'Italia - dove la famiglia regola ogni cosa - poichè non c'è speranza di affermarsi per i propri meriti.
Insomma quello su cui voglio ragionare è innanzitutto che c'è un diffuso senso di lassismo e di impotenza da parte delle giovani generazioni (che ci vuoi fare? è così che funziona? Non si può fare niente).
Poi una grande ignoranza: perchè ci si fissa a voler fare gli avvocati, i professori, gli impiegati?
L'Italia non è l'India o la Cina o il Bangladesh.. abbiamo un sacco di risorse che ignoriamo completamente e che basterebbe saper sfruttare meglio. Penso che potremmo vivere di rendita anche solo di turismo. Se solo avessimo un minimo di conoscenza di cosa ha rappresentato l'Italia nella storia culturale Europea... abbiamo le campagne piene di piccoli resti (i "ruderi" sento sempre dire) e basterebbe far pagare il biglietto, come fanno in altri paesi.
Non conosciamo la nostra storia e non siamo in grado di sviluppare dei settori in cui siamo (anzi saremmo) i primi al mondo.
Oppure ci facciamo schiavizzare dalle mafie che sfruttano l'alta qualità del nostro artigianato (oltre a iscriversi ai gruppi di solidarietà a Saviano su Facebook, mi chiedo se i membri hanno letto il libro) o peggio, lo svendiamo ai cinesi.
Per ora lavoro così, nella segatura, con la sgorbia e con le mani sporche di vernice.
L'assesore del Lazio con delega ai rifiuti Di Carlo si dimette dopo il fuori onda trasmesso da Report.
Se non fosse così delicato il tema, direi che mi sta anche simpatico, un tipo di pancia che non usa quegli odiosi toni diplomatici ma va al sodo, fa riflessioni molto pratiche.
Salvodichiarare"E' colpa mia, sono stato un fesso. Io vengo dal rugby: uno sport duro ma leale. Quello che è successo - sottolinea Di Carlo - mi ha distrutto come persona. Quella intervista mi ha confezionato come una macchietta, come una persona rozza e volgare e probabilmente anche corrotta. Sembra che io sia in attesa di avere l'eredità di Cerroni".
Marrazzo ovviamente, prende le distanze e difende il lavoro dei giornalisti (e meno male).
Vai Di Cà... veniamo pure noi a magnà llla coda alla vaccinaraaa!!!
Non riesco a tollerare l'ottusa bigottaggine di Ferrara che sul Foglio parla di omicidio "Morirà di fame e di sete". No questa poveraccia è morta 16 anni fa!! E se non fossimo nel 2000 sarebbe già sepolta, perchè non c'erano i sondini e i respiratori artificiali.
E' evidente che la questione è "può il coma irreversibile essere considerato vita?". Secondo me, NO. Stamattina su Radiorai3 ancora Ferrara sosteneva il contrario "Eluana vive, eccome se vive". Ma fatemi il piacere.....
E lo stato paga, e paga e paga... I soldi per gli stipendi e le pensioni (destinati a persone viventi, coscienti e non in coma, che possono produrre) non ci sono mai; per sostenere le funzioni vitali di persone morte, ci sono sempre. Anzi, ci si scandalizza e si grida all'"assassino". Beppino Englaro, mo'.... un assassino.